Pedagogia: Il prima sistema scolastico statale

IL PRIMO SISTEMA SCOLASTICO STATALE



 

Contesto storico

  • Tra gli anni ‘60 e ‘70 del XVIII secolo, le monarchie europee riorganizzano i sistemi scolastici.
  • Obiettivo: sostituire i gesuiti con nuovi insegnanti e centralizzare il controllo dell’istruzione.
  • Motivazioni:
    • Educazione del popolo come dovere del sovrano.
    • Rafforzamento della fedeltà dei sudditi.
    • Disciplinamento sociale e diffusione dei “Lumi” etici e pratici.


Obiettivi della scuola elementare

  • Diffondere l’istruzione al popolo, ma in modo controllato.
  • Evitare la diffusione di idee pericolose.
  • Educare alla moralità e alla comprensione delle leggi.
  • Prevenire la trasgressione insegnando la ragionevolezza delle norme, più che punire.


Precursori della riforma

  • Federico II di Prussia: obbligo scolastico per i bambini protestanti (1763), metodo educativo basato su virtù morali.
  • Johann Julius Hecker: ideatore del regolamento scolastico prussiano.
  • Johann Ignaz von Felbiger: adattò il metodo Hecker ai sudditi cattolici della Slesia e poi all’Austria.


 Il metodo normale di Felbiger

  • Scuola “modello” con insegnamento simultaneo a gruppi di età simile.
  • Struttura gerarchica dei corsi:
    • Lettura e scrittura: lettere, sillabe, parole, brevi letture.
    • Matematica: calcolo base.
    • Catechismo.
    • Disegno e pittura: esercizi preliminari.
  • Formazione dei maestri più rigorosa, con competenze pedagogiche avanzate.
  • Introduzione nelle scuole normali, che formavano futuri insegnanti.


Organizzazione della scuola elementare in Austria

  • Scuole minori (1 anno in campagna, 2 in città): lettura, scrittura, calcolo.
  • Scuole maggiori (3-6 anni, 3 maestri): aggiunta di latino, geografia, storia.
  • Scuole normali (4 anni, 4 maestri): disegno, geometria, meccanica, lingua tedesca avanzata.
  • Ogni parrocchia: scuola minore; città: scuola maggiore e corsi normali per maestri.


 La figura del maestro

  • Trasformazione da uomo di Chiesa a professionista laico.
  • Formazione specifica e concorsi pubblici.
  • Accesso anche per donne: maestre laiche per le scuole femminili.
  • Lavoro stabile e rispettabile, specialmente nelle città.
  • Pensione e diritti professionali garantiti.


Nuovi libri di testo

  • Fine del monopolio dei testi religiosi (catechismi, vite dei santi).
  • Introduzione di libri illuministici:
    • Educazione morale tramite esempi concreti.
    • Riflessione, ragionamento e comprensione della realtà.
    • Primi rudimenti scientifici e pratici (aritmetica, misure, esperimenti).
  • Scopo: insegnare utilità pratica della conoscenza, valorizzare laboriosità e rispetto per l’ordine sociale.


 Impatto della riforma

  • Scuola gratuita e obbligatoria.
  • Alfabetizzazione diffusa, ma controllo sull’accesso all’istruzione avanzata.
  • Incremento del numero di scuole e miglioramento della formazione dei maestri.
  • Modernizzazione della scuola nelle aree asburgiche, soprattutto in Lombardia.
  • Professione docente aperta anche alle donne, con formazione pedagogica rigorosa.



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