Antropologia: analisi struttura del pensiero di Malinowski e il confronto tecnico con l'evoluzionismo di Frazer
Struttura del pensiero di Malinowski e confronto tecnico con l’evoluzionismo di Frazer
1. Bronisław Malinowski: Il Funzionalismo e l'Uomo Pratico
Il concetto: La cultura non è un insieme di tradizioni curiose, ma un apparato strumentale che serve a soddisfare i bisogni umani.
L'Argomentazione Centrale: Malinowski ribalta l'idea che i "primitivi" siano illogici. Egli sostiene che ogni popolo possiede una scienza (conoscenze empiriche su come costruire canoe, coltivare la terra, cacciare). Tuttavia, la scienza ha dei limiti: non può prevedere un naufragio o una siccità improvvisa.
La Funzione della Magia: Quando la tecnica fallisce e subentra l'impotenza, l'uomo prova ansia. La magia interviene qui: non serve a sostituire il lavoro (il pescatore continua a remare), ma a dare all'uomo la "sicurezza psicologica" necessaria per agire. Il rito magico organizza l'ottimismo e permette alla società di non bloccarsi davanti alla paura.
La Religione come Risposta Esistenziale: Mentre la magia è un mezzo per un fine (voglio la pioggia), la religione è un fine in sé. Essa serve a gestire le grandi crisi della vita (la nascita, il matrimonio, soprattutto la morte). Attraverso il rito religioso, la sofferenza individuale diventa un evento sociale condiviso, impedendo che la morte di un membro distrugga la coesione del gruppo.
2. Lo scontro teorico: Frazer vs Malinowski
James Frazer: La Magia come "Errore Cognitivo"
Frazer, nel suo capolavoro Il ramo d'oro, applica un modello evoluzionista:
Fase Magica: L'uomo crede di poter costringere la natura a ubbidirgli (pensiero prescientifico).
Fase Religiosa: L'uomo capisce che la magia non funziona e "implora" le divinità (fase di sottomissione).
Fase Scientifica: L'uomo scopre le vere leggi della natura (razionalità pura).
Critica di Malinowski a Frazer: Malinowski dice che Frazer sbaglia perché vede la magia come una "scienza fatta male". Per Malinowski, il selvaggio sa benissimo che la magia è diversa dalla scienza: non userebbe mai la magia al posto di una buona rete da pesca, ma la usa insieme alla rete.
3. La Struttura dell'Atto Magico
Malinowski identifica tre elementi che rendono un rito "valido" agli occhi di chi lo pratica:
La Formula (Spell): È l'elemento più sacro. Si crede che le parole abbiano un potere intrinseco. Spesso sono parole arcaiche, tramandate, che non possono essere cambiate.
Il Rito (Rite): La sequenza di gesti. Il rito "mette in scena" il desiderio (es. versare acqua per terra per richiamare la pioggia: magia simpatica).
La Condizione dello Sciamano/Mago: L'efficacia non dipende solo dal rito, ma dalla purezza rituale di chi lo compie. Se il mago non ha seguito il digiuno o le regole, la magia fallisce (questo spiega perché, se non piove, la colpa è del mago e non della magia in sé).
4. Il Mito: La "Carta Costituzionale" della Cultura
Per Malinowski, il Mito non è una spiegazione intellettuale o una storia fantastica, ma una forza pragmatica.
Il mito serve a giustificare lo status quo: "Facciamo questo rito perché l'antenato primordiale fece così".
Esso garantisce la validità dei riti e dei valori morali. Senza il mito, la magia e la religione perderebbero il loro "pedigree" storico e la loro autorità.



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